Sgonfia la pancia in 7 mosse

Sgonfia la pancia in 7 mosse

1^ RESPIRA

Il respiro è tanto banale, quanto importante per ogni funzione del nostro corpo e anche il respiro influenza la salute del nostro intestino.

Quindi concediti ogni giorno, ad ogni ora della giornata (punta la sveglia ogni ora per non dimenticarlo) dal risveglio fino a prima di dormire, 10 respiri profondi.

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Spezie per aiutare la digestione

Spezie per aiutare la digestione

Dai tempi antichi l’uso delle spezie ha aiutato all’uso e consumo del cibo. Le spezie sono sempre state considerate molto preziose e per questo molto ricercate. Le spezie infatti, non aggiungono solo una nota esotica, creativa alla nostra cucina ma hanno una funzione ben più nobile.

La loro importanza risiede nella digestione, perché attivano il metabolismo, rendono ogni piatto più digeribile e inoltre, da non sottovalutare, migliorano l’eliminazione delle scorie e tossine.

Ciascuna spezia ha le sue qualità e le sue funzioni; basterà aggiungerle quotidianamente ai piatti e beneficiarne a pieno.

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Impariamo a leggere le etichette alimentari

Impariamo a leggere le etichette alimentari

L’etichetta alimentare è un alleato del consumatore

Per legge, l’etichetta alimentare è definita come “l’insieme delle menzioni, delle indicazioni e dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono ad un prodotto alimentare e che figura direttamente sull’imballaggio o sulla confezione o su una etichetta appostavi o sui documenti di trasporto“.

Il requisito principale dell’etichetta alimentare è quello di INFORMARE il consumatore sulle reali caratteristiche del prodotto, al fine di orientarne al meglio la scelta commerciale. Ciò prevede, quantomeno, una totale chiarezza e il divieto verso qualunque tipo di illusione qualitativa e nutrizionale.

I requisiti da garantire tramite l’etichetta alimentare sono:

  • Chiarezza
  • Leggibilità (tipografia e dimensioni) e Facilità di lettura (grafica)
  • Indelebilità

Secondo questi criteri, il produttore è tenuto a citare con attenzione soprattutto le seguenti specifiche:

  • Marca
  • Denominazione
  • Peso sgocciolato (privo delle porzioni non eduli come, ad esempio, il liquido di governo)
  • Quantità netta (priva di tara)

Le etichette sono uguali per tutti gli alimenti oppure no?

Il 25 ottobre 2011, il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri hanno adottato il Reg. UE 1169/2011, con il quale vengono abrogate le direttive 2000/13/CE e 90/496/CE, proponendo alcune variazioni al fine di appianare le divergenze presenti tra i vari paesi membri.
Tali discrepanze (logica conseguenza di specifici interessi industriali, agricoli ecc.) interferivano col libero scambio delle merci, poiché regolamentato da: tracciabilità in condizioni di emergenza sanitaria e tutela della salute dei consumatori.

Tale Regolamento, pubblicato in GUE il 22.11.2011, diverrà operativo dal 13 dicembre 2014 (eccetto l’obbligatorietà della dichiarazione nutrizionale che avverrà dal dicembre 2016) e interessa ESCLUSIVAMENTE i prodotti pre-confezionati o pre-imballati; nel caso in cui il prodotto venga proposto senza confezione o venga pre-imballato sul punto vendita, le indicazioni da apporre obbligatoriamente sono a discrezione dello Stato membro (art. 44).

Il campo di applicazione delle etichette è rappresentato dai prodotti alimentari stessi, che possono essere venduti nelle seguenti forme:

  • Sfusi: senza alcuna confezione (frutta, ortaggi, gastronomia ecc.); le indicazioni vanno affisse sul recipiente di vendita: denominazione, elenco ingredienti, eventuali allergeni e, se previste, data di scadenza e modalità di conservazione
  • Preincartati: confezionati sul luogo di vendita al momento o poco prima dell’acquisto (pane, carne fresca, formaggi, salumi, ecc.). Devono presentare obbligatoriamente qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico che provochi allergie o intolleranze ancora presente nel prodotto.
  • Preconfezionati: venduti in confezioni già applicate dal produttore e in cui l’alimento rimane fino al momento del consumo senza subire alterazioni. Sono quelli più diffusi e anche i più soggetti a restrizioni normative.

Nel prossimo paragrafo cercheremo di capire meglio come leggere quest’ultimo tipo di etichetta.

STRUTTURA DELL’ETICHETTA ALIMENTARE DEI PRODOTTI PRECONFEZIONATI

Nel complesso, l’etichetta alimentare completa di un prodotto preconfezionato deve citare obbligatoriamente (art. 3 D.lgs 109/92):

  • Denominazione di vendita
  • Elenco degli ingredienti
  • Termine minimo di conservazione o data di scadenza
  • Nome, ragione sociale o marchio depositato, e la sede del fabbricante o del confezionatore o di un venditore residente nella UE
  • Sede dello stabilimento
  • Quantità netta o quantità nominale di produzione o confezionamento
  • Titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande aventi un contenuto alcolico >1,2%
  • Lotto di appartenenza
  • Modalità di conservazione ed eventualmente utilizzo
  • Quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti oppure se ne è presente uno caratterizzante.

Inoltre, secondo l’art. 9 del Reg. UE 1169/2011, devono essere riportati obbligatoriamente anche:

  • Qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico ancora presente nel prodotto (come nei preincartati) che provochi allergie o intolleranze
  • Paese di origine e luogo di provenienza
  • La dichiarazione nutrizionale, che deve riportare le seguenti diciture:
    • il valore energetico;
    • la quantità di determinati nutrienti che rientrano nella composizione, i lipidi, i grassi saturi nonché una dicitura specifica per zucchero e sale.

ATTENZIONE! Il regolamento stabilisce anche che non è obbligatorio l’inserimento del’etichetta nutrizionale nei prodotti confezionati in maniera artigianale o forniti dal fabbricante in piccole quantità, oppure preparati nei locali che forniscono direttamente il prodotto al dettaglio.

5 regole per comprende le etichette dei prodotti confezionati

  1. etichette ricche di indicazioni alimentari sono sinonimo di qualità del prodotto
  2. gli ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità
  3. controllare il peso netto/sgocciolato dell’alimento
  4. non fare troppo affidamento all’immagine riportata in confezione.
  5. preferire alimenti confezionati con materiale riciclato/riciclabile.

Per quanto riguarda l’etichettatura i riferimenti normativi sono essenzialmente due:

  • il Regolamento UE 1169/2011 “relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori” per i prodotti preimballati, destinati confezionati al consumatore finale
  • il D.Lgs. 109/92 e alcuni rifermenti del regolamento Ue 1169/2011 per i prodotti sfusi o preincartati

Banana stecco al cioccolato

Banana stecco al cioccolato

Questa ricetta comprende i sapori dell’infanzia ma senza grassi e zuccheri. La copertura al cioccolato permette di facilitare l’attaccatura della frutta secca e le arachidi. Scegli banane grandi e poco inclinate e poi conserva in frigorifero o freezer.

Se consideri il dessert come un alleato alla tua dieta, lo puoi introdurre nella tua dieta per raggiungere i tuoi obiettivi di salute, rendendolo funzionale aggiungendo una porzione extra di frutta alla tua giornata. Questo dessert ti dà benefici nutrienti come fibre, potassio, vitamina C e antiossidanti.

Ingredienti:

  • 4 banane grandi
  • 8 bastoncini per ghiaccioli di legno o plastica
  • 120 gr di cioccolato fondente almeno al 70% tritato
  • 1 cucchiaio di olio di cocco
  • 35 gr di arachidi tostate e tritare
  • 15 gr di fragole liofizzate o secche o altra frutta

Procedimento:

Taglia a metà le banane e poi inserisci i bastoncini dal lato tagliato. Quindi riponi in frezeer per un’ora.

Nel frattempo, sciogli a bagnomaria il cioccolato e l’olio di cocco. Dopo l’ora di congelamento, immergi ogni stecco di banana nel cioccolato e poi cospargi con le arachidi e le fragole (o altra frutta).

Servi immediatamente o riponi in frigorifero per far congelare nuovamente.

Valori nutrizionali per porzione:

Calorie: 205; Grasso totale: 11 g; Grassi saturi: 6 g; Grassi monoinsaturi: 1 g; Colesterolo: 0 mg; Sodio: 16 mg; Carboidrati: 28 g; Fibra alimentare: 4 g; Zucchero: 15 g; Proteine: 3 g

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Scopri la tua costituzione ayurvedica

Fai il test per scoprire il tuo Dosha

Vata, Pitta, Kapha…cosa sono?

Vata Pitta Kapha….cosa sono?

Per capire cosa sono e cosa vogliono dirci dobbiamo parlare del concetto di DOSHA. Gli antichi saggi attraverso l’osservazione e lo studio dei processi fisiologici riuscirono ad arrivare alle stesse conclusioni alle quali arrivarono millenni più tardi studiosi delle diverse discipline scientifiche conosciute.

Il concetto di DOSHA abbraccia il mondo esterno, ciò che ci circonda e il mondo interno cioè quello che siamo e come funzioniamo. E’ una straordinaria combinazione dei 5 grandi elementi:

  • ARIA CHE RESPIRIAMO
  • CALORE CHE PERCEPIAMO
  • ACQUA CHE BEVIAMO
  • TERRA CHE VIVIAMO
  • ETERE CHE CI CIRCONDA

Non sono elementi statici a se stanti come si potrebbe immaginare, ma nella visione Ayurvedica tutto ciò che ESISTE e avviene nel cosmo è dovuta all’interazione dei 5 elementi.

Pensando agli agenti atmosferici come pioggia, nebbia, siccità, vento ecc. non è possibile avere l’esclusiva predominanza di uno dei cinque elementi, ma esiste sempre la compartecipazione di tutti e cinque.

Per semplificare, l’Ayurveda ha elaborato il concetto di DOSHA osservando i fenomeni naturali e la fisiologia del corpo umano.

Così dalla combinazione di:

  • ARIA (Vayu) ed ETERE (Akasha) abbiamo VATA
  • FUOCO (Tejas) e ACQUA (Jala) abbiamo PITTA
  • TERRA (Prithivi) e ACQUA (Jala) abbiamo KAPHA

Ma perchè l’Ayurveda parla di combinazioni e non di semplice descrizione degli elementi e di come tenerli in equilibrio?

La risposta è semplice ma al contempo complesso. L’Ayurveda è una scienza, la scienza della Vita e come tale non può accontentarsi di dare una descrizione mistico-naturalistica della Vita.

Le combinazioni alla base della formazione dei DOSHA sono un passo successivo all’elemento in sè. Il DOSHA è inteso come FORZA o tradotto letteralmente dal sanscrito MANCANZA o SQUILIBRIO.

Per capire meglio, tornando agli agenti atmosferici elencati prima si potrebbe dire che il vento è VATA, il calore del sole è PITTA e l’umidità è KAPHA. La forza dell’uno o la mancanza nei confronti degli altri due può determinare una giornata calda e umida, fredda e piovosa, calda e secca e così via.

I DOSHA nell’essere umano governano ogni processo fisiologico, fisico e mentale.

Semplificando VATA potrebbe essere riconducibile al sistema nervoso, PITTA al metabolismo e KAPHA al sistema immunitario.

Ora descriviamo i tre tipi di DOSHA.

Tipologia VATA

Corporatura sottile, basso peso corporeo, salute cagionevole con scarsa resistenza fisica con tendenza all’esaurimento e alla debolezza.

Capelli sottili, crespi, secchi, scuri, ruvidi con forfora e doppie punte.

Pelle olivastra, scura che si abbronza facilmente senza scottarsi.

Occhi piccoli, distanti o vicini di colore grigio, violetto, blu. Anche colore marrone scuro tendente al nero. Sono secchi, poco lubrificati; diventano opachi.

Bocca con denti storti, disuguali, sporgenti, Fragili e ipersensibili al freddo e allo zucchero. Le gengive si ritirano precocemente e la lingua spesso è ricoperta da una patina sottile, aderente di colore grigio. Al mattino, al risveglio, la bocca ha un gusto amaro o astringente..

Le persone VATA sono impazienti, nervose sempre attive qualità grazie alla quale sviluppano numerosi talenti anche artistici. Dormono poco, compiono gesti quotidiani di fretta e parlano molto. Mangia disordinatamente e ha una digestione irregolare con stitichezza

Tipologia PITTA

Corporatura media, proporzionato. Peso non particolarmente eccessivo, il grasso è uniformemente distribuito. Ha una buona circolazione sanguigna che gli conferisce una buona resistenza al calore e una sudorazione abbondante.

Capelli sottili, delicati, dritti di colore rosso, biondo, chiari. Potrebbe soffrire di calvizia precoce.

Pelle chiara, si abbronza con difficoltà e si scotta facilmente

Occhi di media grandezza, di colore nocciola, verde, azzurro, blu elettrico (con capelli rossi). Occhi che irradiano energia.

Bocca con denti uguali e di media grandezza, tendenti alla carie e sanguinamento gengivale. La lingua potrebbe presentare una patina gialla, arancio o rosso. Al risveglio il sapore in bocca è acido o metallico.

Le persone PITTA sono caratterialmente determinati, intelligenti, aggressivi e facilmente irascibili, raggiungono facilmente gli obiettivi che si prefiggono; sono temerari e orgogliosi, gentili, gelosi e tendenzialmente vanitosi. Amano i cibi dolci, amari e astringenti e le bevande fredde.

Tipologia KAPHA

Corporatura tarchiata, robusta con un ottimo sviluppo tissutale. Se non fa esercizio fisico tende ad ingrassare nei glutei e nelle cosce. Ha un metabolismo lento con sensibilità al freddo e lentezza nelle attività che lo riguardano.

Capelli forti, oleosi, spessi e ondulati di colore castano e appena ruvidi con buona lucentezza.

Pelle è spessa e grassa, con carnagione scura che si abbronza se non eccede con il sole; sudorazione moderata.

Occhi grandi e limpidi di colore blu ma spesso cioccolato al latte. Possono essere soggetti ad irritazioni.

Bocca con denti grandi, uguali e lucidi. La lingua ha raramente una patina e in tal caso è spessa e rappresa di colore bianco. Sapore al risveglio dolciastro nauseante.

Le persone KAPHA sono emotivi, attenti agli altri, stabili e conservatori, e nelle relazioni tendono all’eccessivo attaccamento. Sono umili, grandi lavoratori, parlano dolcemente ma tendono a non dimenticare un torto subito mantenendo un rancore ancge per lunghi periodi. Amano le cose amare, astringenti, piccanti e i cibi secchi.

Ecco i tre DOSHA ma non è immaginabile che sia così semplicistica la classificazione delle numerose fisiologie dell’essere umano. Ognuno di noi ha i tre DOSHA contemporaneamente ma ci saranno delle prevalenze di uno o due o tre DOSHA ed è qui che abbiamo le PRAKRITI DOPPIE.

  • VATA – PITTA
  • PITTA – KAPHA
  • KAPHA – VATA

Per scoprire a quale PRAKRITI appartieni fai il test di autoanalisi cliccando qui in basso:

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E anche quest’anno la Befana ha portato via tutte le feste, lasciandoci la dolcezza delle feste, dei pranzi e cene conviviali, delle risate e delle abbuffate senza pensieri, però ora ci ritroviamo a riprendere il nostro ritmo e magari ci sentiamo un po’ appesantiti o comunque con la voglia di ripulirci un po’ da dolci ed eccessi.

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Curcuma – il miracolo d’oro

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L’uso di curcuma risale fin alla cultura vedica, quasi 4000 anni fa. Da allora, Turmeric (curcuma) ha viaggiato in tutto il mondo, cambiando molti nomi, solo in sanscrito la curcuma ha almeno 53 nomi diversi, tutti che descrivono una caratteristica o un beneficio diverso di questa “spezia d’oro” estremamente complessa.

Due dei miei nomi sanscriti preferiti per questo motivo sono:  “vishagni” ovvero killer di veleno e “hridayavilasini” cioè dà gioia al cuore, affascinante.

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