Vata, Pitta, Kapha…cosa sono?

Vata Pitta Kapha….cosa sono?

Per capire cosa sono e cosa vogliono dirci dobbiamo parlare del concetto di DOSHA. Gli antichi saggi attraverso l’osservazione e lo studio dei processi fisiologici riuscirono ad arrivare alle stesse conclusioni alle quali arrivarono millenni più tardi studiosi delle diverse discipline scientifiche conosciute.

Il concetto di DOSHA abbraccia il mondo esterno, ciò che ci circonda e il mondo interno cioè quello che siamo e come funzioniamo. E’ una straordinaria combinazione dei 5 grandi elementi:

  • ARIA CHE RESPIRIAMO
  • CALORE CHE PERCEPIAMO
  • ACQUA CHE BEVIAMO
  • TERRA CHE VIVIAMO
  • ETERE CHE CI CIRCONDA

Non sono elementi statici a se stanti come si potrebbe immaginare, ma nella visione Ayurvedica tutto ciò che ESISTE e avviene nel cosmo è dovuta all’interazione dei 5 elementi.

Pensando agli agenti atmosferici come pioggia, nebbia, siccità, vento ecc. non è possibile avere l’esclusiva predominanza di uno dei cinque elementi, ma esiste sempre la compartecipazione di tutti e cinque.

Per semplificare, l’Ayurveda ha elaborato il concetto di DOSHA osservando i fenomeni naturali e la fisiologia del corpo umano.

Così dalla combinazione di:

  • ARIA (Vayu) ed ETERE (Akasha) abbiamo VATA
  • FUOCO (Tejas) e ACQUA (Jala) abbiamo PITTA
  • TERRA (Prithivi) e ACQUA (Jala) abbiamo KAPHA

Ma perchè l’Ayurveda parla di combinazioni e non di semplice descrizione degli elementi e di come tenerli in equilibrio?

La risposta è semplice ma al contempo complesso. L’Ayurveda è una scienza, la scienza della Vita e come tale non può accontentarsi di dare una descrizione mistico-naturalistica della Vita.

Le combinazioni alla base della formazione dei DOSHA sono un passo successivo all’elemento in sè. Il DOSHA è inteso come FORZA o tradotto letteralmente dal sanscrito MANCANZA o SQUILIBRIO.

Per capire meglio, tornando agli agenti atmosferici elencati prima si potrebbe dire che il vento è VATA, il calore del sole è PITTA e l’umidità è KAPHA. La forza dell’uno o la mancanza nei confronti degli altri due può determinare una giornata calda e umida, fredda e piovosa, calda e secca e così via.

I DOSHA nell’essere umano governano ogni processo fisiologico, fisico e mentale.

Semplificando VATA potrebbe essere riconducibile al sistema nervoso, PITTA al metabolismo e KAPHA al sistema immunitario.

Ora descriviamo i tre tipi di DOSHA.

Tipologia VATA

Corporatura sottile, basso peso corporeo, salute cagionevole con scarsa resistenza fisica con tendenza all’esaurimento e alla debolezza.

Capelli sottili, crespi, secchi, scuri, ruvidi con forfora e doppie punte.

Pelle olivastra, scura che si abbronza facilmente senza scottarsi.

Occhi piccoli, distanti o vicini di colore grigio, violetto, blu. Anche colore marrone scuro tendente al nero. Sono secchi, poco lubrificati; diventano opachi.

Bocca con denti storti, disuguali, sporgenti, Fragili e ipersensibili al freddo e allo zucchero. Le gengive si ritirano precocemente e la lingua spesso è ricoperta da una patina sottile, aderente di colore grigio. Al mattino, al risveglio, la bocca ha un gusto amaro o astringente..

Le persone VATA sono impazienti, nervose sempre attive qualità grazie alla quale sviluppano numerosi talenti anche artistici. Dormono poco, compiono gesti quotidiani di fretta e parlano molto. Mangia disordinatamente e ha una digestione irregolare con stitichezza

Tipologia PITTA

Corporatura media, proporzionato. Peso non particolarmente eccessivo, il grasso è uniformemente distribuito. Ha una buona circolazione sanguigna che gli conferisce una buona resistenza al calore e una sudorazione abbondante.

Capelli sottili, delicati, dritti di colore rosso, biondo, chiari. Potrebbe soffrire di calvizia precoce.

Pelle chiara, si abbronza con difficoltà e si scotta facilmente

Occhi di media grandezza, di colore nocciola, verde, azzurro, blu elettrico (con capelli rossi). Occhi che irradiano energia.

Bocca con denti uguali e di media grandezza, tendenti alla carie e sanguinamento gengivale. La lingua potrebbe presentare una patina gialla, arancio o rosso. Al risveglio il sapore in bocca è acido o metallico.

Le persone PITTA sono caratterialmente determinati, intelligenti, aggressivi e facilmente irascibili, raggiungono facilmente gli obiettivi che si prefiggono; sono temerari e orgogliosi, gentili, gelosi e tendenzialmente vanitosi. Amano i cibi dolci, amari e astringenti e le bevande fredde.

Tipologia KAPHA

Corporatura tarchiata, robusta con un ottimo sviluppo tissutale. Se non fa esercizio fisico tende ad ingrassare nei glutei e nelle cosce. Ha un metabolismo lento con sensibilità al freddo e lentezza nelle attività che lo riguardano.

Capelli forti, oleosi, spessi e ondulati di colore castano e appena ruvidi con buona lucentezza.

Pelle è spessa e grassa, con carnagione scura che si abbronza se non eccede con il sole; sudorazione moderata.

Occhi grandi e limpidi di colore blu ma spesso cioccolato al latte. Possono essere soggetti ad irritazioni.

Bocca con denti grandi, uguali e lucidi. La lingua ha raramente una patina e in tal caso è spessa e rappresa di colore bianco. Sapore al risveglio dolciastro nauseante.

Le persone KAPHA sono emotivi, attenti agli altri, stabili e conservatori, e nelle relazioni tendono all’eccessivo attaccamento. Sono umili, grandi lavoratori, parlano dolcemente ma tendono a non dimenticare un torto subito mantenendo un rancore ancge per lunghi periodi. Amano le cose amare, astringenti, piccanti e i cibi secchi.

Ecco i tre DOSHA ma non è immaginabile che sia così semplicistica la classificazione delle numerose fisiologie dell’essere umano. Ognuno di noi ha i tre DOSHA contemporaneamente ma ci saranno delle prevalenze di uno o due o tre DOSHA ed è qui che abbiamo le PRAKRITI DOPPIE.

  • VATA – PITTA
  • PITTA – KAPHA
  • KAPHA – VATA

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Quindi concediti ogni giorno, ad ogni ora della giornata (punta la sveglia ogni ora per non dimenticarlo) dal risveglio fino a prima di dormire, 10 respiri profondi.

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Quante volte ti sei detta di non mangiare più dolci, zucchero e poi ti sei trovata a cercare nella dispensa  per recuperare un residuo di un pacchetto di biscotti oppure al bar alla vista della brioche cadi in tentazione?

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Dai tempi antichi l’uso delle spezie ha aiutato all’uso e consumo del cibo. Le spezie sono sempre state considerate molto preziose e per questo molto ricercate. Le spezie infatti, non aggiungono solo una nota esotica, creativa alla nostra cucina ma hanno una funzione ben più nobile.

La loro importanza risiede nella digestione, perché attivano il metabolismo, rendono ogni piatto più digeribile e inoltre, da non sottovalutare, migliorano l’eliminazione delle scorie e tossine.

Ciascuna spezia ha le sue qualità e le sue funzioni; basterà aggiungerle quotidianamente ai piatti e beneficiarne a pieno.

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Curcuma – il miracolo d’oro

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L’uso di curcuma risale fin alla cultura vedica, quasi 4000 anni fa. Da allora, Turmeric (curcuma) ha viaggiato in tutto il mondo, cambiando molti nomi, solo in sanscrito la curcuma ha almeno 53 nomi diversi, tutti che descrivono una caratteristica o un beneficio diverso di questa “spezia d’oro” estremamente complessa.

Due dei miei nomi sanscriti preferiti per questo motivo sono:  “vishagni” ovvero killer di veleno e “hridayavilasini” cioè dà gioia al cuore, affascinante.

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Una routine mattutina e serale per una pelle pulita

Puoi avere un armadietto del bagno pieno di creme, oli e detergenti per ogni singola occasione, ma cosa in realtà serve in assoluto per una pulizia del viso corretta ed efficace?

Mettiamo insieme una piccola guida per una rapida routine quotidiana e la pelle ti ringrazierà.

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Melograno e argilla: maschera viso fai da te



Il melograno in realtà non è specifico per la stagione autunnale, ma il suo colore rosso intenso lo rende appropriato e anche dal punto di vista della nutrizione, il succo della frutta è ricca di antiossidanti che schiariscono la pelle.

Il succo di melograno mescolato con un po ‘di argilla, renderà felice la tua pelle che si libererà dalle impurità e sarà più luminosa.

Aggiungi un po ‘di miele per un’azione antibatterica.

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Neem – La magica pianta della salute dell’India



Neem è noto come sarva roga nivarini – la cura per tutte le malattie, ed è visto come una pozione magica per la salute e la bellezza in India. È mescolato in maschere, bevuto come tè e persino usato per proteggere i vestiti dall’infestazione. A causa di queste qualità insetticide è vietato in Canada e nel Regno Unito, dato che tecnicamente lo rende un veleno. Ma quasi tutte le grandi cure hanno componenti velenosi, Neem non è diverso.

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